Il morbo di Crohn

Lug 10, 2024News

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino. Infiammatoria perché provocata dall’infiammazione del nostro sistema immunitario da parte di agenti non ancora ben identificati. Cronica perché si tratta di una patologia a lungo decorso, i cui sintomi possono presentarsi in qualsiasi momento della vita del paziente.

Nella maggior parte dei casi colpisce l’ultima parte dell’intestino tenue e il colon ed è caratterizzata da ulcere causate dall’infiammazione.

Sintomi

I sintomi possono essere variabili, tuttavia quello maggiormente riscontrato è una diarrea cronica e persistente, che si manifesta specialmente durante le ore notturne.

Altri sintomi riscontrati sono:

  • dolori e crampi addominali (associati alla diarrea cronica)
  • feci scure o con sangue
  • fistole
  • ascessi
  • perdita di peso
  • febbre
  • dolori articolari
  • eruzioni cutanee

Diagnosi

La diagnosi precoce della malattia e la prevenzione di complicanze avviene tramite:

  • analisi del sangue
  • analisi delle feci
  • esami non invasivi dell’addome (ENTERO RM, è una metodica di risonanza magnetica per lo studio dell’intestino tenue non invasiva, che impiega campi magnetici e impulsi di radiofrequenza come tutte le altre indagini diagnostiche RM; risonanza magnetica pelvica)

A questi si aggiungono alcuni esami più invasivi, come la gastroscopia o la colonscopia, che permettono di valutare lo stato della mucosa intestinale e indagare, a livello microscopico, la presenza di alterazioni strutturali del tessuto.

Terapie

Lo scopo dei trattamenti attualmente disponibili per la malattia di Crohn è quello di disinnescare l’infiammazione intestinale per indurre una regressione dei sintomi e mantenere questa condizione nel lungo periodo. In presenza di complicanze gravi e irreversibili, la chirurgia rappresenta un approccio fondamentale.

Tra i farmaci più utilizzati ci sono gli immunosoppressori, come l’azatioprina, la 6-mercaptopurina e il metotrexate, per ridurre l’attività del sistema immunitario.

Esistono inoltre terapie di ultima generazione che si sono rivelate molto efficaci, come gli anticorpi monoclonali (molto diffuso è ustekinumab).

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