Una partita di beach volley, una corsa sugli scogli, una camminata su un terreno irregolare. Bastano pochi secondi per procurarsi una distorsione alla caviglia. Spesso, dopo qualche giorno di riposo e ghiaccio, il dolore diminuisce e si pensa che il problema sia risolto. In realtà molte distorsioni non recuperate correttamente possono lasciare conseguenze che si fanno sentire per mesi: gonfiore persistente, instabilità, dolore durante l’attività fisica o la sensazione che la caviglia possa “cedere” da un momento all’altro.
Presso la sede di Nervi, il servizio di fisioterapia accompagna il paziente nel recupero completo dopo un infortunio, aiutandolo a tornare alle proprie attività in sicurezza.
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Quando il dolore passa, ma il problema resta
Uno degli errori più comuni è considerare guarita una caviglia semplicemente perché fa meno male. Dopo una distorsione, infatti, non è raro perdere mobilità, forza e controllo del movimento. Questo può aumentare il rischio di nuovi infortuni e rendere più difficile il ritorno allo sport o anche alle normali attività quotidiane. La fisioterapia permette di lavorare sugli aspetti che spesso non si vedono, ma che sono fondamentali per un recupero efficace.
Tornare a camminare, correre e fare sport con sicurezza
Ogni percorso inizia con una valutazione approfondita della situazione clinica e funzionale.
L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma riportare la caviglia alle condizioni migliori possibili, recuperando stabilità, mobilità e fiducia nel movimento.
A seconda delle necessità, il trattamento può includere:
- terapia manuale
- recupero della mobilità articolare
- esercizi di rinforzo muscolare
- lavoro sull’equilibrio e sulla propriocezione
- rieducazione al gesto sportivo (se il paziente è un atleta)
- programmi personalizzati per il ritorno all’attività fisica
Evitare che l’infortunio si ripresenti
Molte persone tornano troppo presto alle proprie attività e finiscono per andare incontro a nuove distorsioni.Una parte fondamentale della fisioterapia consiste proprio nel ridurre il rischio di recidive, insegnando al corpo a gestire nuovamente i movimenti e le sollecitazioni che hanno causato l’infortunio. Che si tratti di tornare a correre sul lungomare, fare trekking o praticare il proprio sport preferito, il percorso viene costruito in base agli obiettivi del paziente.


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